Giulietto Chiesa   ZeroLeggere Zero di Giulietto Chiesa produce sensazioni contrastanti. Il saggio, una raccolta di scritti che prova a svelare il gigantesco complotto che sta dietro agli attentati dell’11 settembre 2001, può essere letto sia come dichiarazione ideologica contro la politica imperialista statunitense, sia come raccolta di scriti e perizie più o meno documentate che dovrebbero dimostrare la gigantesca macchinazione orchestrata dal governo degli Stati Uniti (?), dai servizi segreti (??) e dalle lobby economiche (???). E qui sorge il subbio. Il libro sembra ben documentato e le voci a favore della teoria del complotto sono tante e documentate. Tuttavia, se non si è ideologicamente schierati, si fa fatica a considerare Zero un documento incontestabile delle macchinazioni operate dai (troppi) apparati coinvolti nell’operazione. Certo, le spiegazioni scientifiche realtive ai motivi occulti del crollo delle due torri (avvenuto come se fossero state fatte saltare in aria), all’inspegabile crollo dell’edificio n. 7 (sede di alcuni apparati dei servizi segreti), all’assenza di immagini riguardanti l’attentato al pentagono (non è l’edificio più sorvegliato al mondo? come mai è stata colpita l’area meno probabile, con gli uffici vuoti per via di una ristrutturazione e rinforzata da poco, fuori rotta rispetto all’attacco?), sembrano abbastanza plausibili e precise…
Tuttavia manca qualcosa, manca la voce di qualcuno, la confessione, la rivelazione di almeno una persona che abbia partecipato attivamente alla messa in scena della più grande macchinazione della storia. Finché non salta fuori un testimone attivo, la teoria del complotto rimarrà, appunto, soltanto una teoria.


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