Clockwork Man, racconto completo

raccontoTitolo ispirato al celebre romanzo di Antony Burges, nell’originale inglese Clockwork Orange, questo è il primo racconto che ho avuto l’ardire di presentare a un concorso letterario, nella fattispecie il primo “Speciale Fantascienza” della Writers Magazine. Racconto che, ovviamente, non ha passato la selezione.
Dico “ovviamente” in quanto la qualità complessiva, me ne rendo conto, è molto bassa, considerato anche che nonostante abbia cercato di migliorarlo per la pubblicazione su questo blog il risultato ottenuto continui ad essere abbastanza modesto. Nelle intenzioni voleva essere il tipico racconto cyberpunk tutto colori, adrenalina e tecnologia, ma alla fine ne è venuta fuori una sorta di sequenza cronologia di azioni da videogame, senza una storia a farle da supporto. Nel racconto presentato per la selezione, tra l’altro, ho inserito tutte le cifre in numeri, anziché in lettere, per rientrare nel numero massimo di battute previsto e per dare al testo una sorta di connotazione “matematica”. E siccome il racconto è pieno di numeri, l’effetto che deve aver sortito nei selezionatori immagino sia stato abbastanza disturbante. Imparai la lezione: mai inserire le cifre in numeri, se non si tratta di illustrare scansioni temporali, quantità complesse o altre eccezioni di questo tipo.

Clockwork Man
Colpito a dodici chilometri da Abu Dal Bhaar.
Un proiettile ha perforato l’ala sinistra dell’aliante
stealth. Superfici mobili danneggiate. A nulla sono serviti oscurità, silenzio, invisibilità radar e schermatura termica. Cielo notturno illuminato dalle fiamme.
Quota cinquemila metri.
Aziono la leva per l’espulsione.
Microcariche fanno saltare la cupola di policarbonato. Un sistema di leve mi scaglia fuori dall’abitacolo.
Distendo le superfici portanti della
V-suit ed imposto una lunga traiettoria discendente.
Milleduecento metri. Aziono il paracadute. Sono vulnerabile. Cinquecento metri. Un proiettile mi sfiora il fianco sinistro.
Quota trenta metri, altri trecento metri all’impatto. Sgancio il paracadute. Precipito a quaranta metri da una banchina. L’impatto è forte, l’acqua è calda, nera.
Riemergo ogni dieci metri per riprendere fiato.
Raggiungo la terraferma. Pietre, cemento e ferro.
Il visore mostra l’immagine termica dell’area circostante. Macerie, carcasse di veicoli militari e crateri. Poche fiamme disturbano la visione. Livelli di radioattività tollerabili.
È ora.
Nanotubi sottocutanei mi iniettano la dose di
CW-M. Il visore mostra una progressione di numeri primi. Sento impulsi cronometrici alternati. Vibrazioni armoniche lungo la colonna vertebrale. Trenta secondi. I miei sensi sono sincronizzati.
L’effetto CW-M dura 360 secondi.
Corro lungo un percorso calcolato al millimetro, evitando luci, ombre, echi. Percorro linee, curve, iperboli. Sono virtualmente invisibile.

256 Secondi.
Calcolo i tempi. Raggiungo il palazzo prescelto, evitando i colpi dei cecchini.

128 Secondi.
Salti in successione lungo la parete verticale. Guardo in alto e disegno un percorso fatto di finestre, cornici, sporgenze, fessure. 32 steps.
Sono sul tetto.

64 secondi.
Schivo la raffica di un mitragliatore. Lui è otto metri davanti a me. Un tuffo in vanti, una rotazione, due passi, un balzo. Gli sono addosso. Afferro il mitra, una ginocchiata sotto il mento. Un colpo di taglio sulla nuca. Il collo è spezzato.

32 secondi alla fine dell’effetto.
Spalle al muro attendo il segnale. Otto persone salgono dai piani inferiori, conto i loro passi. Il segnale arriva. Scatto verso il cornicione. Ventidue metri. Schivo colpi di pistola e scariche di mitra. Urla dei soldati.

16 secondi.
Sono sul cornicione. Lo vedo.
Salto nel vuoto, braccia larghe, gambe unite, gli occhi chiusi.
Il drone è sei metri sotto. Attutisco l’impatto. Cinghie di metallo amorfo mi vincolano alla cellula. Traiettoria obliqua. Getti al massimo, verso il deserto.
La droga ha esaurito il suo effetto. Sensazione di calma e leggero stordimento. Altre due somministrazioni mi separano dall’overdose. Entro dodici minuti sarò sul bersaglio.

Se sei interessato alla pubblicazione del racconto, contattami tramite questo link.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *