Category Archives: Film, Cinema, TV

SPOILER su Fear The Walking Dead

Il personaggio di Nick, interpretato dall’ottimo Frank Dillane (un incrocio tra Johnny Deep e Robert Smith dei Cure), è in assoluto quello più carismatico e potente di Fear The Walking Dead. Almeno una spanna al di sopra delle inespressive Madison e Alicia.
Dopo la sua morte mi sono chiesto se Robert Kirkman non si fosse bevuto il cervello, ma poi vengo a scoprire che in realtà è stato l’attore a chiedere il congedo dalla serie. Un vero peccato, anche perché dubito che riuscirò a farmi piacere allo stesso modo lo special guest Morgan (Lennie James, già in TWD).

L'immagine può contenere: una o più persone

Franz Ferdinand, Always Ascending

Sembra sia passata un po’ in sordina la pubblicazione di Always Ascending, l’ultimo album dei Franz Ferdinand.
Ora, io non seguo i canali TV musicali e non ascolto granché la radio, ma sulla musica pop mi ritengo sufficientemente informato, soprattutto grazie a internet. Pertanto, mi chiedo come mai questo album non sia stato celebrato come merita. Si tratta di un’opera ben fatta, con ottimi pezzi, ottimi arrangiamenti e che stupisce, considerato che i FF sono sulla breccia ormai da quindici anni, hanno prodotto tanti album e non hanno mai ceduto a tentazioni di omologazione… come hanno fatto i #Muse e i #Coldplay, ad esempio.
Un po’ meno Talking Heads e un po’ più Roxy Music, Always Ascending è semplicemente bellissimo.
Consigliato agli amanti della bella musica e a chi se ne intende…

Escobar, di Andrea Di Stefano

Escobar, di Andrea Di StefanoSegnalo questo film per un motivo soltanto: perché fa a pezzi la figura del criminale buono, tentazione nella quale ad esempio è caduta Netflix, seppur senza sconfinare nell’agiografia. Riguardo questo aspetto non aggiungo altro, per evitare spoiler.
Il film è l’opera prima da regista dell’attore italiano Andrea Di Stefano. Se vi state chiedendo chi sia, andate su Wikipedia: non è certo una star, ma qualcosa ha combinato. Il protagonista della storia, oltre ovviamente al celebre narcotrafficante colombiano (Benicio del Toro), è un giovane surfista Canadese (Josh Hutcherson), che per via della relazione sentimentale con la nipote di Escobar entra a far parte – suo malgrado – di quell’ambiente fatto di lusso sfrenato, omicidi bestiali e beneficenza spicciola.
Film in un certo qual modo istruttivo, fatta salva la premessa iniziale, qualitativamente non memorabile, ma comunque di buona fattura.
Consigliato.

Into The Forest, di Patricia Rozema

locandina Into The ForestInsolito film apocalittico, disponibile in Italia su Netflix, in lingua originale e sottotitolato in italiano. Insolito perché Into The Forest è un film che non ti aspetti. Praticamente sconosciuto dalle nostre parti e ottimamente recitato da Ellen Page e Evan Rachel Wood, nel suo essere privo di effetti speciali e di situazioni dinamiche o d’azione, Into The Forest riesce a catturare l’attenzione degli appassionati e non del genere apocalittico, raccontando la storia di una famiglia che tenta di sopravvivere senza troppi drammi al precipitare del pianeta in una tipica situazione da fine dei tempi, ma senza nulla di roboante, sconvolgente, o addirittura eccessivamente pericoloso… per lo meno all’inizio.
Purtroppo i drammi, quelli veri, non tarderanno ad arrivare, perché la natura umana è spietata e il male e la tragedia ineluttabili.
Un film che vale la pena vedere, e non voglio aggiungere altro.

I sottotitoli non sempre corrispondono a quello che viene detto in lingua originale, come sempre dalle nostre parti. A volte si tratta di semplificazioni (“Non mi hai risposto” la traduzione di “You completely ignored me”, ma non potevano tradurlo letteralmente?), altre di errori pacchiani (Inverter – stesso termine in italiano e in inglese – tradotto in Invertitore), ma ci si può passare sopra con una conoscenza media della lingua inglese.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Jean Hegland non ancora tradotto in italiano, altro motivo per cui il film risulta poco conosciuto dalle nostre parti. Per fortuna ci ha pensato Netflix.

Il Ritorno di Trinità, ennesimo (inutile) remake made in Hollywood?

il ritorno di trinitàLa notizia è di quelle che lascia basiti. A quanto pare l’inedita coppia Owen Wilson e Seth Rogen interpreteranno Trinità e Bambino nel remake del film più visto della storia della TV italiana (e il terzo della TV tedesca…), ossia quel Lo Chiamavano Trinità che da almeno tre generazioni appassiona e diverte milioni di spettatori in tutto il mondo. Lungi dal voler criticare la coppia di attori scelti per interpretare i due iconici personaggi (molto bravi entrambi, anche se il canadese Seth Rogen, già interprete di The Green Hornet, col suo metro e ottanta scarsi, non sembra essere “all’altezza” del gigante buono Bud Spencer), ma sono proprio questo tipo di operazioni nostalgia acchiappa-soldi a dar fastidio a quel pubblico che ha avuto la fortuna di assistere e appassionarsi ai veri capolavori della cinematografia italiana.
Par la regia, dopo i rifiuti di Clint Eastwood e Quentin Tarantino, si ricorrerà al solito Robert Rodriguez (quindi più splatter e meno comicità, ma non dovrebbe mancare l’ironia). Le riprese inizieranno a maggio 2017, e tra le location scelte pare ci sia anche Campo Imperatore, nel Gran Sasso, dove vennero girati buona parte degli esterni del primo Trinità. La data di uscita del film è prevista per il primo aprile 2018, in contemporanea negli USA, Italia, Germania e Turchia. Andrete a vederlo?

The Man in the Hight Castle – Amazon Video

Devo dirlo: superate le prime due o tre puntate, The Man in the Hight Castle s’è rivelata una gran bella serie, a tratti ottima. E, tutto sommato, abbastanza fedele rispetto al romanzo, al netto di alcuni adattamenti probabilmente indispensabili per una resa migliore su schermo.
Manca forse il protagonista forte, carismatico. Tuttavia vale la pena arrivare all’ultima puntata, anche soltanto per le emozioni che possono scaturire dalla visione di alcune sequenze, talmente forti e fedeli che paiono balzare fuori direttame dalle pagine del libro, così come Dick le aveva immaginate.

The man in the hight castle

Il divismo di Sky

spy, film con melissa mccarthyOra, Judd Law è sicuramente un tipo affascinante. Da uomo non lo metto in dubbio. È anche un discreto attore, non fenomenale, ma sa il fatto suo. È anche una celebrità affermata, universalmente conosciuta. Tuttavia, ciò non basta a giustificare la presa per i fondelli che Sky propina al suo pubblico quando gli attribuisce il ruolo di protagonista in un film nel quale è poco più di una comparsa. È successo per il film Spy, che si da il caso il sottoscritto abbia visto lo scorso ottobre in aereo, durante una pallosissima trasvolata atlantica.
Il quel film la protagonista principale è la diverte e brava Melissa McCarthy, e ruoli importanti vengono interpretati da Jason Statham e Rose Byrne, che sono i coprotagonisti. Jud Law compare all’inizio e alla fine del film. Leggete invece nell’immagine a sinistra come descrive il film Sky nella sua newsletter quotidiana. Gli altri tre attori non si degna neanche di nominarli. Non solo, non dice una parola sulla vera natura del film, apparentandolo a un film di James Bond qualsiasi, mentre invece si tratta di una divertente commedia, quasi demenziale, diretta dal regista de Le Amiche della Sposa.
Mi chiedo: una Pay TV che vive – non solo, ma soprattutto – di cinema, non dovrebbe essere più sincera col suo pubblico?
Aggiungo che, benché il vero motivo sia essenzialmente economico, ieri ho dato disdetta a Sky Cinema e all’opzione HD. Ventuno euro risparmiati al mese. Così imparano…

Eva, di Kike Maíllo

film Eva, di Kike MaílloFilm del 2011 decisamente interessante, forse leggermente scontato nella trama ma ben diretto e ben interpretato. E malinconinco il giusto. La storia è ambientata in un futuro dove i robot umanoidi fanno ormai parte del vivere quotidiano. Protagonista è Alex, ingegnere cibernetico tornato nella sua città natale dopo una lunga assenza e convocato dalla direzione del locale istituto di robotica. Lo scopo è quello di proporgli un progetto inerente la creazione di un bambino robot alternativo, dal carattere più “umano”. Compito non facile, visto che gli esperimenti in tal senso effettuati fino a quel momento avevano portato alla creazione di androidi potenzialmente “pericolosi”. Alex accetta l’incarico, prosecuzione di un suo vecchio lavoro, e decide di usare come modello umano Eva, figlia di Lana, sua ex collega e fidanzata.
Produzione Ispanico/Tedesca per un film dal budget umano e dal cast totalmente europeo: n’è venuto fuori un ottimo prodotto, superiore a molti altri film di provenienza statunitense dello stesso genere, dove si bada più agli effetti speciali che al risultato d’insieme.
Ora, mi preme parlare di questo film per un altro motivo: uno spende centinaia di euro all’anno per pagarsi un abbonamento a Sky o a Mediaset, poi scopre che nei canali gratuiti del digitale terrestre vengono trasmessi autentici capolavori, anche in prima visione. Eva infatti è stato trasmesso da Rai Movie, e non è la prima volta che le emittenti televisive gratutite con contenuti prettamente cinematografici mi sorprendono con la trasmissione di film inediti e di qualità assoluta. Vale la pena tenere ben presente questa cosa…

Eternal Sunshine of the Spotless Mind, di Michel Gondry

  
Finalmente sono riuscito a vedere per intero Eternal Sunshine of the Spotless Mind, di Michel Gondry, in questi giorni disponibile su Sky On Demand. Film bellissimo, barbaramente sfregiato in Italia dal titolo Se Mi Lasci Ti Cancello, ridicolo.

Lo spettatore inconsapevole, leggendo cotanto titolo, e visti i protagonisti Jim Carrey e Kate Winslet, si aspetta come minimo una commedia romantica. Così capitò a me, alla sua prima apparizione in TV, una decina d’anni fa: venni talmente colto di sorpresa che finì per distrarmi, e credo addormentarmi leggendo un libro, in attesa di quale situazione comica.

Invece è un film drammatico, visionario, con elementi fantastici. Un piccolo capolavoro che, a distanza di quasi dodici anni dalla sua prima uscita, vale sempre la pena rivedere, piccolo gioiello del geniale – e un po’ smarrito – regista francese.

I Origins, In cosa credi?*

I Origins*”In cosa credi?” L’ho aggiunto io, non fa parte del titolo originale.
In programmazione su Sky nel momento in cui scrivo, vi consiglio questo bel film indipendente, seconda regia del Mike Cahill di Another Earth (se non l’avete visto, anche quest’ultimo merita).
Benché Wikipedia lo definisca un film drammatico (e drammatico lo è davvero), qui siamo dalle parti della fantascienza metafisica.
Non voglio descriverne la trama perché è veramente difficile evitare lo spoiler, e a questo proposito, qualora abbiate intenzione di vederlo, evitate i trailers on line, wikipedia e le recensioni (a parte la mia, ovviamente). Dico soltanto che il film è veramente originale, ben girato, con una fotografia satura, calda e coinvolgente e una bellissima colonna sonora. Apparentemente lento, ma di una lentezza voluta e controllata.
Riguardo la recitazione, la meno famosa del gruppo (la sconosciuta, almeno per me, Àstrid Bergès-Frisbey) è quella che più mia ha colpito. Ma se la cavano dignitosamente anche Michael Pitt e Brit Marling. Non voglio aggiungere altro, se non rinnovare l’invito a vederlo fino alla fine, titoli di coda compresi (mi raccomando). Fidatevi.