Oceano

short-stories-12E così eccomi al terzo racconto pubblicato. Si tratta di “Oceano”, racconto presentato per l’antologia 365 Racconti sulla fine del mondo e scartato dai selezionatori (mi sono poi rifatto con “Progressione Geometrica“). Pur trattandosi del solito racconto catastrofico/apocalittico (“solito” rispetto alla mia produzione, quasi monotematica), questa volta ho scelto di raccontare una storia un po’ fantasy e un po’ SF, in parte ispirata al romanzo Neanche gli dei di Isaac Asimov.
Ciò che mi piace di questo racconto è che in meno di 3000 battute sono riuscito a infilarci una descrizione abbastanza precisa di un mondo alieno e della civiltà che lo popola. In più sono riuscito a costruire un finale a sorpresa secondo me davvero originale (anche se non di facile comprensione, per chi non è avvezzo al genere).
Nonostante il rifiuto, il racconto piacque parecchio ad alcuni utenti del forum della Writers Magazine, pertanto decisi di proporlo alla Edizioni Scudo.
Il racconto venne subito selezionato dal buon Giorgio Sangiorgi per la pubblicazione nella rivista/antologia Short Stories n. 12.

Incipit
Era giunto il tempo della Grande Unione.
La coltre bianca si sciolse, frantumandosi in innumerevoli isole di ghiaccio.
Il Grande Pianeta dei Venti e la lontana Stella Gialla illuminavano ancora una volta la superficie di Oceano, mentre la vicina luna incandescente solcava imperturbabile il cielo scuro.
Il popolo dei Traslucidi abbandonò le conchiglie per radunarsi in branchi folti e variopinti, pronti a intraprendere il viaggio che li avrebbe condotti alle pendici della Grande Vetta.
Mapla e Gocla l’avrebbero affrontato insieme, e una volta giunti alla meta avrebbero consumato il sacro rito dell’unione.
Il viaggio fu lungo. Percorsero le correnti, sfruttarono le scie e attraversarono le acque tempestose. Non tutti riuscirono a proseguire, ma chi ebbe la forza per andare avanti raggiunse esausto le pendici della Grande Vetta.
Orde immense si scorgevano in ogni direzione, provenienti da ogni dove. Attendevano il segnale, sfiorandosi e intonando inni.
Improvvisamente sentirono una vibrazione, dapprima lieve e sommessa. Un rumore sordo, lontano, proveniente dal profondo.
La vibrazione cessò. Il silenzio. L’attesa.
Si sentì un enorme fragore: il segno del Risveglio. I Traslucidi nuotarono fino alla superficie.
Mapla e Gocla raggiunsero un’insenatura fra le isole di ghiaccio. Esposero il manto al Grande Pianeta dei Venti e una volta carichi di luce si fusero scambiandosi porzioni di se…

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