Archivio mensile:Novembre 2009

Curzio Maltese – La Bolla

Per questo libro vale la stessa considerazione che ho fatto riguardo a Papi, di Travaglio, Lillo e Gomez. Sarebbe bello se questi scritti servissero per mobilitare le coscienze, fare aprire gli occhi alle persone, destarle dal torpore politico/mediatico nel quale sono finite.

Ma così non è. Questi libri vengono letti da chi già conosce la verità. Da chi già conosce lo stato attuale della nostra nazione, il livello di degrado sociale, economico e politico.

Da chi non ha votato questa maggioranza.

Questi libri, purtroppo, non spostano voti. Non mobilitano le coscienze. Sono opere scritte dal quella generazione di perdenti che amavano l’Italia, e che assistono impotenti al suo sfacelo. Persone che vorrebbero scappare. Persone con le armi spuntate, o inoffensive.

L’autore è molto bravo nel trasmettere alcuni particolari tipi di sensazione: il rammarico e la frustrazione. E, soprattutto, la rassegnazione.

Curzio Maltese sostiene che tutto questo avrà una fine. Ma quello che verrà dopo, purtroppo per noi, potrebbe essere anche peggio (se possibile…).

Le bugie sulla banda larga

Le Bugie sulla Banda LargaBene, visto che ho deciso di stravolgere completamente questo sito, riprendo le “pubblicazioni” con un articolo di critica nei confronti di un operatore telefonico, la Telcom (non l’ho scritto male, diciamo che preferisco evitare una causa per diffamazione).

Stamattina in una trasmissione radiofonica il conduttore ha esclamato nei confronti di un dirigente Telcom “Ma quando porterete dappertutto questa benedetta banda larga!”. Il dirigente Telcom ha risposto che l’attivazione della banda larga è legata alla domanda e all’offerta.

Bugia.

La faccio semplice. Telcom mantiene ostinatamente l’ADSL a 7 mega laddove c’è necessità di quella da 20 mega semplicemente perché quella da 7 mega le costa di meno. Abito in un comune di 15.000 abitanti. Un comune dall’economia florida, uno dei più ricchi d’Italia a livello di reddito procapite. E’ un comune turistico, e d’estate il numero di abitanti si moltiplica per 10.

Qui non arriva l’ADSL da 20 mega!

Perché? Perché non c’è sufficiente richiesta dice la Telcom. Bugia. Perché a Telcom la 7 mega costa di meno, molto meno. E gli alberghi, le industrie, le agenzie e quant’altro si possono sempre arrangiare con l’HDSL o l’SHDSL, che costa un botto ed è pertanto preclusa al normale cittadino, all’artigiano, alla piccola azienda o al professionista. Soprattutto ora, in tempo di crisi.

E così nel 2009, quasi 2010, la gente dalle mie parti rinuncia all’ADSL perché viste le prestazioni tanto vale prendersi una chiavetta HSDPA e usare quella (e fanno male, perché non esiste una flat per le connessioni mobili, usano il portatile sempre e comunque a casa, spesso si trovano delle sorprese in fattura e la qualità del servizio 9 volte su 10 è penoso).

Qualche anno fa sembrava che l’ADSL da 20 mega, o più, sarebbe arrivata in tutta Italia. Invece rimane nelle città, nei capoluoghi di provincia, nei posti dove costa meno installarla e grazie ai quali la Telcom può continuare a operare in regime di semimonopolio.

Ma quando ci si deciderà a scorporare la gestione delle reti dalla Telcom? Quando ci si deciderà a regolamentarla e a farla funzionare in regime concessione governativa (così che i gestori possano pagare tutti la stessa quota di competenza e gli utili possano essere reinvestiti nel miglioramento della rete, anziché per tappare i buchi di bilancio)?