
Alle prossime Europee Salvini farà il pieno dei voti, e cercherà di mettere alle corde il m5s, chiedendo l’impossibile. Da qui l’inevitabile crisi di governo, che avverrà prima dell’entrata in vigore del reddito di cittadinanza (non per nulla Di Maio lo vorrebbe operativo prima delle elezioni, ma vedrete che gli “alleati” faranno di tutto per ostacolarlo).
Dopo la crisi, ci sarà un biforcazione temporale con due futuri alternativi:
Futuro “Mi fa male il didietro”: Salvini farà il pieno anche alle inevitabili elezioni legislative di inizio giugno (Mattarella proverà a creare un governo di legislatura con m5s e PD, ma questi ultimi si taglierebbero le palle per fare un dispetto alla moglie, quindi…). Grazie all’apporto dei gruppuscoli di destra (Casa Pound, Forza Nuova, Cacciatori e Forza Italia), Salvini potrebbe riuscire a formare un governo nazi-fascista i cui primi provvedimenti sarebbero: a) cittadinanza degli stranieri legata al lavoro… gratuito, in pratica la reintroduzione dello schiavismo; b) non si conosce il destino degli stranieri che non accetteranno le nuove misure di integrazione, ma andranno tutti in vacanza da un giorno all’altro, senza avvisare e lasciare un recapito… c) Pensioni, stipendi della pubblica amministrazione, tasse e sovvenzioni saranno legate al PIL delle regioni, quindi il Sud se ne può tranquillamente andare affanculo; d) Introduzione di due monete alternative all’euro: lo Sgheo, che avrà valore soltanto nelle regioni col PIL di cui sopra; la Lira, stampata in rotoli a due veli e in pacchi da sei, per tutti gli altri.
Futuro “Tentiamo la sorte”: In qualche modo Mattarella riesce a convincere il PD a sostenere un governo a maggioranza m5s, che però il tempo di una mozione parlamentare e viene affondato da franchi tiratori e cecchini armati di doppietta. Si va alle elezioni a fine giugno e si ritorna all’altro futuro.
In ogni caso, buon 2019 a tutti… e fate scorta di vasellina.
Archivio mensile:Dicembre 2018
Gianni Tetti, Il Grande Nudo
Dopo aver letto, abbastanza casualmente, il romanzo Mette Pioggia di Gianni Tetti, ed esserne rimasto piacevolmente colpito, ho voluto approfondire l’opera di questo autore mio conterraneo, col quale condivido città di nascita e passione per il genere distopico e apocalittico. Ho optato naturalmente per il suo romanzo successivo, Il Grande Nudo, nel momento in cui scrivo la sua ultima pubblicazione, testo che è stato candidato ufficialmente durante la settantunesima edizione del Premio Strega. Mi è piaciuto? Si, mi è piaciuto. Ci tengo a dirlo subito e a scanso di equivoci, perché da questo momento in poi ne illustrerò quelli che a molti potrebbero sembrare dei difetti.
Prendiamo Mette Pioggia, il suo romanzo precedente, innaffiamolo con la benzina, mettiamo un petardo al suo interno, incendiamolo e facciamolo esplodere. Avremo così Il Grande Nudo: romanzo deflagrante che riporta più o meno le stesse tematiche, gli stessi personaggi, gli stessi luoghi del romanzo precedente, ma elevati all’ennesima potenza. Con, ancora più evidente, un unico principale protagonista: la crudeltà umana, maschile, italiana, sarda. Continua a leggere