Dopo aver letto Uomo nel buio, romanzo minore del celebre e prolifico scrittore newyorchese Paul Auster, ho avuto l’impressione che l’autore in un primo momento avrebbe voluto scrivere un’opera fantascientifica, sottogenere ucronico, ma poi ci abbia ripensato, virando verso la solita saga familiare in formato pocket, considerando le sole 152 pagine dell’edizione cartacea.
August Brill è un anziano critico letterario, costretto su una sedia a rotelle a causa di un grave incidente automobilistico. A seguito di una serie di lutti e divorzi che hanno coinvolto sia lui che la sua discendenza, si ritrova ad affrontare la vecchiaia sull’orlo di una depressione che lo porta a soffrire d’insonnia. Durante le notti passate a rimuginare cerca di ingannare il tempo immaginando storie e situazioni di fantasia. In una di queste, che al lettore appare come un romanzo dentro il romanzo, il protagonista è Owen Brick, un prestigiatore che improvvisamente si trova catapultato in una realtà alternativa. Nell’ucronia immaginata da August Brill/Paul Auster, George W. Bush ha perso le elezioni presidenziali del 2000, le Torri Gemelle non sono state abbattute, non c’è stata la guerra in Iraq, e gli Stati Uniti sono sconvolti da una nuova guerra civile. Continua a leggere
Archivio mensile:Settembre 2019
Daniel Keyes, Fiori per Algernon
Benché legga fantascienza da una vita (bé, senza esagerare, diciamo da una mezza vita), con diverse centinaia di opere lette all’attivo, ho accumulato negli anni diverse lacune riguardanti la lettura dei classici del genere. Di fatto, le mie letture sono sempre state istintive e mai “doverose”. Ho così trascurato praticamente tutta la space opera, sottogenere che non apprezzo (Asimov a parte), più qualche altro classico del quale, per vari motivi e pur conoscendone l’importanza, ne ho sempre rinviato la lettura. Fiori per Algernon, scritto alla fine degli anni 50 del secolo scorso da Daliel Keyes, psicologo prestato alla letteratura, è uno di questi.
Charlie Gordon è un adulto affetto da un forte ritardo mentale e da un quoziente intellettivo particolarmente basso. Allontanato dalla famiglia ancora adolescente, è cresciuto presso un istituto psichiatrico, dove con determinazione e forza di volontà ha imparato a leggere e, in maniera molto approssimativa, a scrivere. Lavora presso una panetteria, dove svolge mansioni umili e dove si trovano quelli che lui considera i suoi amici. Continua a leggere