Archivio mensile:Aprile 2010

Facchetti: gli sciacalli della memoria

Giacinto FacchettiSciacallaggio al contrario, o di riflesso. Ecco di cosa si tratta. Mettendo un attimo da parte le esternazioni quotidiane di Gianfelice Facchetti, che in quanto figlio del compianto Giacinto gli si può perdonare la mancanza di senso della misura (sarebbe utile capire chi sono i “quattro barboni” che attaccano il ricordo del padre), ritengo vergognose e immorali le esternazioni quotidiane in difesa della memoria del celebre presidente dell’Inter, scomparso poco dopo i fatti di Calciopoli.
Tutti pronti a gridare “Giù le mani da Facchetti”. Tutti pronti a sparare raffiche di “sciacalli” al vento. Ma i veri sciacalli sono loro. Nessuno, NESSUNO, di quelli che in questi giorni stanno esaminando e commentando le intercettazioni telefoniche scovate dalla difesa di Moggi (buona parte delle quali vedono proprio Facchetti quale interlocutore di designatori vari), si è mai sognato di dire che Facchetti era un farabutto, o un poco di buono, o un disonesto, per chiamare le cose con il proprio nome.
Tutti, da Moggi all’ultimo dei tifosi Juventini, sono concordi nel dire che Facchetti era un galantuomo. E’ la premessa standard di qualsiasi discorso che abbia a che fare con i fatti di Calciopoli 2. Oltre che una verità storica è diventato quasi un luogo comune. Facchetti era un galantuomo. Siamo tutti d’accordo. Punto. Che bisogno c’è di difenderne la memoria a spada tratta o di cecchinare in continuazione qualsiasi commentatore si permetta soltanto di pronunciare il suo nome?
E’ una forma di difesa isterica, diciamolo, una coda tra le gambe che non riesce a rimanere ferma.
Un muro dietro il quale nascondersi.
E questo è vero sciacallaggio. Difendetevi con argomenti validi, non nascondendovi dietro una bara. Lasciate in pace i defunti, nessuno li accusa. Cercate di difendere, se ci riuscite, le vostre azioni e le vostre responsabilità. Il vostro definirvi paladini degli onesti.
Il Re è nudo. E vivo. Difendete quello.

La sesta mafia al mondo

mafiaIl Signor B. , in una conferenza stampa di qualche giorno fa, ha tirato fuori questa statistica: la nostra mafia sarebbe “la sesta al mondo”.
Tuttavia a livello di visibilità appare come la prima, per colpa del serial “La Piovra” (trasmesso in 160 paesi… ma esistono sulla Terra 160 paesi che trasmettono programmi televisivi?) e di Gomorra di Roberto Saviano. Questo sintetizzando (ma non è che il B. abbia poi aggiunto molti altri dettagli).
Ora, io mi domando questo: in base a quale statistica la mafia italiana è la sesta al mondo? In base al fatturato? Al numero di affiliati? Al numero di stati in cui opera? Oppure in base al numero di senatori e onorevoli associati? O forse, peggio, in base al numero di magistrati, poliziotti e giornalisti uccisi?
E poi, per mafia si intende la mafia siciliana, oppure mafia + camorra + ndrangheta + sacra corona unita? E le altre cinque che ci precedono quali sarebbero? Provo a ipotizzare: Triadi cinesi, Yakuza, Mafia Albanese/Kossovara/Montenegrina, Mafia Russa… Mafia Messicana (esiste?), Mafia Newyorkese (ma non è parente della nostra? E poi, non l’hanno sgominata?).
Mah, ho come l’impressione che il nostro B. l’abbia sparata grossa.
Fosse la prima volta…

Un nuovo argomento per questo blog: la Juventus

JuventusMytom.it ha subito in pochi anni diverse trasformazioni. Nato inizialmente come sito dedicato a sfondi e temi per cellulari windows mobile, è diventato successivamente un sito di news sulla telefonia, poi sulla teconologia, poi di opinioni. Fino alla trasformazione completa in blog dedicato a “tecnologia, letture, opinioni”. Dopo ogni trasformazione ho perso un certo numero di utenti, che ormai raggiungono a stento i 100 unici giornalieri (visitatori provenienti da google che, tra l’altro, solitamente finiscono nelle vecchie pagine del sito). Un disastro, se si considera che meno di due anni fa viaggiavo alla media di 800 unici al giorno.
Bene, dopo questa noiosa premessa (chissà quanti altri utenti nel frattempo avrò perso definitivamente…), vengo al nocciolo della questione: a “tecnologia, letture, opinioni” aggiungerò “Juventus”.
Ebbene si, sono anch’io, come qualche altro milione di tifosi di calcio, uno Juventino frustrato. Uno di quelli che sopportò con rassegnazione le decisioni della giustizia sportiva scaturite dai fatti di Calciopoli. Uni quelli, pochi a dire il vero, che ritennero opportuno non contestare le “motivazioni” relative alle sanzioni comminate nei confronti della Vecchia Signora.
Uno di quelli che, a seguito di tutto quello che sta emergendo in questi giorni, hanno avuto modo di ricredersi e dare, in parte, ragione agli altri. Quelli che battezzarono quello scandalo “Farsopoli”.
D’ora in avanti i post relativi alla Juventus, Calciopoli/Farsopoli e calcio in generale compariranno con sempre maggior frequenza all’interno di questo Blog.
E pazienza se perderò qualche altra decina di utenti.
Tanto peggio di così…

Alain Minc – I dieci giorni che cambieranno il mondo

Tematiche apocalittiche e scenari escatologici mi hanno sempre affascinato, al pari di distopie e ucronie varie. L’ho già scritto in qualche altro post passato. Di conseguenza, appena ho letto nei quotidiani la pubblicità di questo saggio di Alain Minc (studioso francese fino ad ora a me totalmente sconosciuto) sono corso a comprarlo in libreria, senza trovarcelo, per giunta. Fortunatamente su internet si trova tutto…
Seconda delusione consecutiva, dopo quella del post precedente. Il saggio è di una superficialità che lascia esterrefatti. Più che di un saggio si tratta della raccolta di dieci trafiletti (troppa grazia definirli articoli), dove vengono postulati altrettanti scenari futuri. Visti dal punto di vista di un francese. Ci tengo a specificarlo in quanto la cosa traspare chiaramente durante la lettura.
I capitoli “Il giorno in cui Israele attaccherà le installazioni nucleari Iraniane” e “Il giorno in cui il terrorismo minaccerà di far esplodere un’arma nucleare tattica” li avrei potuti sviluppare meglio io. E ho detto tutto.
L’ultimo scenario immaginato, quello della marcia di protesta dei giovani maschi bianchi per le vie di Parigi, anche se dichiaratamente satirico (e non fa ridere per niente), è semplicemente ridicolo.
L’ho letto in due ore, e questo lascia intendere qual è il livello di approfondimento.

Norman Mailer – Il Castello Nella Foresta

Di questo libro conoscevo sommariamente la trama: la storia romanzata di Adolf Hitler raccontata in prima persona dal diavolo che ispira le sue gesta.
Non sapevo invece che il racconto si concentra sulle origini della famiglia Hitler, e sull’infanzia e adolescenza del medesimo. Altrimenti non l’avrei comprato.
Certo, Norman Mailer scrive benissimo. Non è quasi mai noioso ne tanto meno banale. Tuttavia arrivare alla fine di queste 434 pagine, stampate per giunta utilizzando un carattere piccolo, bé è stata una piccola impresa. Soprattutto in considerazione del fatto che l’argomento non mi ha preso più di tanto. Per non parlare delle innumerevoli, lunghe e didascaliche parti descrittive.
Se uno vuole approfondire la biografica di Adolf Hitler può leggersi uno degli innumerevoli saggi scritti da storici e accademici.
Da un romanzo ci si aspetta un po’ di fiction, ovvio. Qualche trovata… un po’ di mistero. Insomma, non sono certo io a dire come dovrebbe essere scritto un romanzo, ma questo Il castello nella foresta somiglia a una sorta di enciclopedia della famiglia Hitler scritta con stile brillante.
Arrivato alla fine dell’ultima pagina ho potuto esclamare: “Finalmente!”.

…Potrebbe trattarsi di una Escort

Bastano alcuni tatuaggi, seno rifatto e bell’aspetto per fare di una donna una presunta escort.
Un po’ tutti, giornali e telegiornali, hanno formulato questa ipotesi: che il cadavere della donna rinvenuta nel Lago di Como (“Vicino alla villa di Clooney!”, alludendo a chissà quale possibile coinvolgimento), appartenesse ad una Escort. Non si dice più prostituta, si dice Escort. Ovvio: se una donna si fa fare un tatuaggio, è di bell’aspetto e addirittura decide di rifarsi il seno, bè, è normale ipotizzare si tratti una donna di facili costumi. Ma non di quelle “normali”, che tutti chiamano prostitute o puttane o peggio. No, “Potrebbe trattarsi di un Escort”.
Perché?
Par quale cavolo di motivo?
Vi rendete conto con che giornalisti abbiamo a che fare?