Incipit del mio racconto di fantascienza La convergenza di Kubrick. Tutto comincia con un monolite nero che affiora dai ghiacci della Groenlandia e con una foto su Instagram che in poche ore fa il giro del mondo. Aggiornamento al 25 ottobre 2026: è già stato proposto in diverse versioni, e senza successo, al Premio Kipple, a Writers Magazine e al concorso del Porco Rosso. È in corso una riscrittura più organica per cercare di ricavarne un romanzo breve.
Incipit
Il monolite affiorò nel mezzo di un pantano creato dalle acque di fusione del ghiacciaio di Qaleraliq, nel sud della Groenlandia, durante un’estate particolarmente calda per quelle latitudini. I primi a notarlo furono i cacciatori Inuit della regione di Sermeq, accampati poco distanti in attesa del transito dei caribù. Uno di loro, il diciannovenne Malik, immortalò con lo smartphone Starlink lo strano oggetto e pubblicò la foto sul suo profilo Instagram. Fino a quel momento la sua cerchia social poteva contare su qualche centinaio di utenti, perlopiù familiari, gente del villaggio, vecchi compagni di studio e qualche raro ammiratore capitato per caso sui suoi scatti tra i ghiacci polari.
A fine stagione avrebbe lasciato la tundra e la luce interminabile dell’estate artica per riprendere gli studi di Scienze dell’Atmosfera e dell’Oceano presso la University of Hawaii at Manoa.
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