Archivio mensile:Marzo 2015

Massimo Fini, Una Vita: un libro per tutti, o per nessuno.

Bellissima autobiografia di Massimo Fini, che ho letteralmente divorato.
Massimo Fini è in testa a una delle mie tante categorie di “preferiti”, quella dei giornalisti. Mi piace perché è un ribelle, un anarchico. Non è etichettabile. Non lo si può collocare né a destra né a sinistra, né tanto meno al centro, come un Galli della Loggia qualsiasi. È un “antipatizzante” del berlusconismo (e già questo me lo fa piacere), ma certo ha poco a che vedere con i dogmi e i rituali della sinistra. È ateo e figlio di un’ebrea russa, e ha scritto un libro dedicato al Mullah Omar, che lui considera un eroe. Insomma: è uno di quei pochi giornalisti totalmente liberi, forse l’ultimo rimasto in Italia. E tutto questo l’ha pagato con l’emarginazione.

“È che con l’ambiente ‘radical chic’ non ho proprio nulla a che fare. Anche se mi chiedo, a volte, qual è il mio ambiente, avendoli via via rifiutati tutti.
Onestamente non posso lamentarmi se sono finito isolato e emarginato. Scalfari poi, che è un calabrese vendicativo, non me l’ha mai perdonata”

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Umberto Eco, Numero Zero

Aiuto! Devo recensire un romanzo di Umberto Eco, nientepopodimeno che… E già parlare di recensione mi fa arrossire, quantomeno. Da quando ho deciso di mettere per iscritto in questo blog le impressioni (ecco: forse parlare di “impressioni” è più appropriato) che ricavo dai libri che leggo, non posso certo evitare di farlo con quei pochi autori importanti (e difficili) che raramente decido di affrontare.
Umberto Eco è innegabilmente uno di questi, tranne che per questo romanzo, devo constatare, con mia enorme sorpresa.
Soltanto distrattamente Il Nome della Rosa, secoli fa, e divorato il Pendolo di Focault (in meno di una settimana) qualche anno dopo, le mie letture di Eco si sono fermate a questi due romanzi, e alle Bustine di Minerva che pubblicava sull’Espresso. Poi basta. Provai un certo interesse per Il Cimitero di Praga, ma rimandandone in continuazione l’acquisto ho finito per rinunciare alla lettura. E così ci ho riprovato con questo Numero Zero, aspettandomi le dissertazioni filosofiche, le citazioni dotte e le trame intricate che caratterizzavano gli altri due romanzi. Continua a leggere

Efe Tobunko, Risoluzione 23

Sarò banale, ma neanch’io posso esimermi dal far notare quanto questo romanzo breve ricordi, per stile e tematiche, le migliori storie cyberpunk degli anni 90′.
In molti hanno paragonato Efe Tobunko, talentuoso e ramingo scrittore africano, di cui non avevo mai sentito parlare, al miglior Gibson, con forti rimandi alla fantascienza distopica di Orwell e Huxley. Personalmente, forse per via della narrazione in prima persona, ci vedo qualcosa di G.A.Effinger, quello della trilogia del Budayeen e del Gattino di Schrödinger, e mi fermo qui coi paragoni.
La storia è ambientata in un futuro non troppo lontano, nel quale immani sconvolgimenti climatici hanno trasformato gran parte della Terra in un pianeta freddo e inabitabile. Soltanto nella fascia compresa tra i due tropici le temperature consentono la sopravvivenza della razza umana, e proprio a Lagos, città più grande del mondo e capitale di una Nigeria tecnologica e sviluppata, si muovono i protagonisti del racconto. Continua a leggere