Sarebbe bello se oggi, nel giorno della festa, della festa del calcio… Nel giorno delle emozioni, della commozione, della gioia… Nel giorno del tifo sano, pulito, onesto… Nel giorno dello sport, dei campioni, dei bei gesti…
Nel giorno di Del Piero, del Capitano, della squadra…
Sarebbe bello se qualcuno chiedesse scusa alla Juve.
Ma questo non accadrà: è il passato, dicono. Pensiamo al futuro.
Grazie Juve per essere tornata, nonostante tutto.
Così dicevamo da bambini quando, durante una discussione, qualcuno tirava fuori la solita frase: “Ma stai zitto!”.
“Bello!”, di solito era la risposta, “Il silenzio mettilo a casa tua, che qui non sei nessuno”, con infinite variazioni sul tema, soprattutto per quanto riguarda il “Bello!”, che solitamente diventava “Ciccio!”, o qualche altro appellativo dialettale, speso declinato in un epiteto non proprio da educanda.
Ecco, l’”Allegro ma non troppo” di casa rossonera è da un po’ di tempo che provoca. Provoca pesantemente, intimando il silenzio agli avversari manco fossero dei bambini.
Il silenzio, caro “Allegro ma non troppo”, mettilo a casa tua. Con stile, possibilmente, visto che ti vanti di averne piu’ degli altri.
La Juve, è vero, quest’anno si è lamentata degli arbitraggi. E ne avrebbe ben donde. Ieri, pur vincendo tre a zero, ci sarebbe da ridire su un fuorigioco di Vucinic, che poi segna inutilmente, e su atterramento in area di Borriello.
Conte e Marotta, tuttavia, non hanno mai tirato in ballo gli avversari. Li hanno sempre rispettati. Hanno invece sottolineato, e possiamo discutere se abbiano fatto bene o male, il fatto che un arbitro, prima di concedere qualcosa alla Juve, nel dubbio le fischia contro.
Ma questo all’”Allegro ma non troppo” evidentemente da fastidio. Sa un po’ di coda di paglia, se vogliamo.
Non sono soddisfatti degli arbitraggi? Si lamentino pure, come sempre hanno fatto, traendone puntualmente enormi benefici.
Ma il silenzio lo mettano a casa loro.
Grazie.
Non si sa ancora come andrà a finire il campionato. Io scommetterei sul Milan: quattro punti di vantaggio sono tanti, luoghi comuni a parte (”Il campionato è ancora aperto”, “Non mollare mai”, “Il Milan fa la Champion”, e via ovviando), soprattutto se a doverli gestire è il Milan attuale e non quello di fine 2011. In più la Juve ha uno dei suoi soliti problemi psicologici. L’anno scorso era quello di non riuscire a non perdere, quest’anno invece di non riuscire a metterla dentro. Alla Juve hanno bisogno di psicologi, ma di quelli bravi. Matri non può aver disimparato a fare gol, Krasic non può essersi dimenticato come si corre palla al piede, Elia non può aver perso per strada il senso di orientamento e Borriello come ci si smarca…
Detto questo, anche quest’anno iniziamo con le solite indiscrezioni di mercato, che fanno vendere copie ai giornali, visite ai siti internet, minuti di trasmissione a Studio Aperto, e forti nausee ai tifosi juventini realisti.
Inutile continuare a parlare di Gonzalo Higuain o, addirittura, di Benzema. Si finirebbe come l’anno scorso per Aguero. Quelli alla Juve non ci vengono, punto.
Più realistico il discorso Giuseppe Rossi, ma se ragioniamo sulle difficoltà che sta attraversando Quagliarella a riprendersi dall’infortunio patito lo scorso anno o, tornando indietro nel tempo, all’anno e mezzo che ci mise Del Piero a riprendersi dal suo infortunio storico (secondo me pienamente superato dopo tre anni, a maturità raggiunta), sarebbe un rischio eccessivo puntare su un potenziale fuoriclasse (?) non ancora definitivamente esploso.
Senza dirlo troppo in giro, per non scatenare l’Inter – specializzata in operazioni di disturbo nei confronti della Juve, tanto da comprare il finto obiettivo Guarin, infortunato e impossibilitato a fare la Champion -, punterei deciso di Dzeko, in prestito e con riscatto prestabilito. Dezeko è un giocatore che, due anni fa valeva 35 milioni di euro. Potenzialmente li vale ancora, ma il suo score, negli ultimi due anni, ha presentato gravi lacune. Lo prenderei in prestito oneroso da qualche milione di euro e poi imposterei due soglie per l’eventuale riscatto. Se si conferma il campione che è, 30 milioni li vale, altrimenti, in caso di scarso rendimento, non andrei oltre i 20 milioni (e sarebbero tanti, magari negozierei al ribasso).
Per il centrocampo rischierei di confermare quello attuale, rincalzi compresi. Se Giovinco (più attacco che centrocampo) accetta il posto da precario, proverei a riscattarlo. Poi se lo merita gioca sempre, altrimenti potrà diventare il dodicesimo titolare. Servirebbe un giovane con le caratteristiche di Pirlo, e non so se ce ne siano in circolazione. Peccato per l’età, perché altrimenti farei un pensierino per Seedorf. Naingolan è un buon giocatore – potenziale campione – ma ho l’impressione che rischieremmo di pagarlo tanto, troppo. Mascherano infine, ingaggio esorbitante a parte, sarebbe un rischio ma potrebbe rivelarsi un giocatore su cui puntare (ma dubito che abbia voglia di trasferirsi a Torino, sempre che non si vinca lo scudetto).
Difesa. Va bene così, Bonucci a parte, che venderei o presterei all’estero (potrebbe tornare in futuro forte come Barzagli), anche se sarebbe veramente completa con un terzino sinistro davvero forte. Mi viene in mente il solito Kolarov, forse troppo caro per le casse Juventine. Proverei il prestito oneroso, difficile e quasi impossibile, ma non si sa mai. Anche un terzo difensore centrale (oltre ai confermatissimi Barzagli e Chiellini), abile nell’impostazione di gioco, non guasterebbe. Su due piedi mi viene in mente Astori, ma qui mi rimetto al fiuto di Marotta e Paratici.
In questi giorni si sta facendo un gran parlare del gol annullato a Muntari, ed è evidente, seppur con poche eccezioni, che i media si siano schierati in favore del Milan, defraudato da un vittoria per loro sicura.
Io non sono nessuno e non conto niente, tuttavia mi piacerebbe rivolgere queste domane a tutti coloro abbiano preso parte in una situazione dove, se dei torti sono stati subiti, altrettante compensazioni sono state comminate.
1) Perché nessuno ha fatto notare che il fallo da espulsione di Vidal, poco lucido in quanto infortunato – ma questa non è un’attenuante -, sia stato del tutto simile a quello commesso pochi minuti prima da Muntari, poi graziato con un giallo?
2) Perché un Galliani che prede male parole l’arbitro durante l’intervallo è considerato alla stregua di un fenomeno folcloristico, anzi, quasi lo si giustifica?
3) Perché nessuno fa notare che l’azione del gol annullato a Matri era di facile lettura per qualsiasi guardalinee. Matri è infatti chiaramente partito da dietro, la difesa era evidentemente schierata in linea, in corrispondenza della linea dell’area di rigore?
4) Come mai tutti a dire che se il Milan fosse andato sul due a zero la partita sarebbe stata chiusa. Può d’arsi, ma la Juve quest’anno ha dimostrato di non essersi mai persa d’animo, e nel secondo tempo è stata capace di fare due gol su azione, mentre il Milan ne ha fatto uno regalato da Bonucci, e un altro su azione confusa?
5) Nessuno fa notare che una Juve sul due a uno avrebbe messo una seria ipoteca sul campionato?
6) È vero, a livello di gioco il Milan ha dominato per 65 minuti, ma qualcuno ha notato che se si contano le occasioni da gol, buoni o meno che fossero, la Juve da questo punto di vista ha costruito di più?
C’è qualche politico che si definisce povero in quanto guadagna soltanto 145.000 € all’anno. Rischio una causa per diffamazione o vilipendio se dico che questo genere di affermazioni, questi atteggiamenti, mi fanno venire il vomito?
Nel caso, non avrei i soldi per potermi permettere un avvocato, ma dovrei sapermi difendere da solo.
È una caratteristica che accomuna tifosi Juventini, del Torino e, in parte, della Roma. Quella di innamorarsi dei “prodotti” del proprio vivaio. Ogni anno saltano fuori i soliti innamorati: di Giovinco, di Marchisio, ora di Pasquato.
In passato mi è capitato di scontrarmi con colleghi tifosi che avrebbero voluto più spazio per Alessando Orlando, per Buso, per Grabbi, Guzman…
Un po’ si sano pragmatismo non avrebbe guastato. Se la cessione di Marchisio avesse fruttato un po’ liquidi da reinvestire per acquistare Aguero, o Tevez, o Riberì, o Mascherano (e per quest’ultimo facciamo ancora in tempo), non avrei avuto niente da ridire. E invece ci teniamo i nostri amati gioielli, e così gli altri vincono scudetti e coppe…
Mi riferisco alla sorpresa che la Juventus starebbe preparando per i propri tifosi, ossia l’acquisto all’ultimo minuto di un top/middle/low player.
La Juve non sta preparando nessuna sorpresa. Semplicemente aspetta di riuscire a vendere qualcuno, o a rescindere il contratto di qualcun’altro con l’ingaggio troppo alto, fare un po’ di conti, raschiare il fondo del barile e vedere se con quello si riesce a prendere Elia piuttosto che Vargas, Alex piuttosto che Lugano, Aquilani piuttosto che Mascherano.
Già, Mascherano, ultimo nome fatto da chi ha interesse a vendere copie o a pubblicare pubblicità di scommesse in internet… Togliamocelo dalla testa e mettiamoci il cuore in pace. Non verrà mai alla Juve, ne sono sicuro. Prezzo d’acquisto alto, ingaggio elevato, ambizioni da Champions League lo tengono lontano dai colori bianconeri. In più è in esubero rispetto al modulo di Conte (sul quale inizio a nutrire qualche dubbio circa l’integralismo tattico, come lo chiama Carlo Nesti, ma di questo preferisco parlarne dopo aver visto qualche partita seria).
È più facile per me svegliarmi domattina miliardario piuttosto che vedere Mascherano alla Juve. Sarei felice d’essere smentito, per l’una e per l’altra evenienza, ma se il forte centrocampista argentino decidesse di invecchiare in Italia, credo finirà per preferire una squadra con la maglia nero azzurra che fa la Champion. Non mi piace neanche nominarla… e intanto il mio fegato si ingrossa…
Ma si, facciamo gli spiritosi. Buttiamola sul ridere. Moratti che consiglia ad Andrea Agnelli di andare in vacanza… Fossi un tifoso dell’Inter starei li a ridermela di cuore.
Quel giovanotto di Andrea Agnelli convoca una conferenza stampa, dove dice che rivuole lo scudetto 2005-2006. Quello scudetto vinto sul campo dalla Juventus con 91 punti e successivamente assegnato in segreteria all’Inter, terza classificata a distanza siderale, dal suo ex consigliere di amministrazione.
Poi saltano fuori le telefonate che tutti conoscono (o per lo meno tutti gli Juventini che non hanno smesso di informarsi, e quindi togliamo dal gruppo Marco Travaglio), la juve presenta un esposto, Palazzi ci mette una anno a dire che anche l’Inter ha commesso qualche articolo 6 (illecito sportivo), salvo poi dire “peccato, è tutto prescritto”. Ad Abete non è sembrato vero, e così la FIGC decide di non decidere, si dichiara incompetente, e lascia le cose come stanno.
Ma Agnelli non si arrende. Chiede e pretende giustizia, riservandosi la facoltà di rivolgersi a tutti gli organi preposti. Anche alla giustizia ordinaria, se è il caso.
E che fa Moratti? Non ci pensa due volte e a sangue caldo se ne esce con una battuta fulminante: “Le affermazioni di Andrea Agnelli? Non c’è nulla da commentare, spero vada in vacanza cosi’ si rilassa un po’”.
Strano, a me quello nervoso non sembra Agnelli.
Comunque Moratti stia tranquillo. Anzi, continui pure a fare battute. Tanto alla fine ride bene chi ride ultimo.
È fisicamente prestante. Buona tecnica, ottima corsa, ottimo tiro. È abituato al campionato italiano. Ha avuto buoni allenatori. All’occorrenza sa difendere. È nel pieno della maturità psicofisica.
Queste le ragioni per cui preferisco Vargas a Elia, che ha dalla sua l’età, la freschezza, alcuni colpi e, probabilmente, un ingaggio inferiore. E i difensori nostrani gli devono ancora prendere le misure, il che potrebbe comportare un miglior impatto nell’economia della squadra nel girone d’andata, come l’anno scorso per Krasic. Ma non mi sembrano motivi sufficienti per giustificarne l’ingaggio.
Quindi, ricapitolando, non disdegno Elia dell’Amburgo, ma il Vargas visto in questi anni nella Fiorentina si incastra alla perfezione nel puzzle imbastito da Conte. E, spiace dirlo, per un Vargas in più sarei disposto ad avere un Quagliarella in meno (purché non ci siano conguagli assurdi in ballo). Oppure un Amauri o un Martinez + milioni, ma qui sottolineo l’ovvio.
Secondo Beppe Marotta quest’anno sono arrivati giocatori che “Accrescono il livello qualitativo della rosa”. Giusto, corretto. Pirlo di certo accresce il livello qualitativo della rosa, quando sta bene. Vidal pure, se mantiene le promesse. Lichsteiner sulla fascia destra è un garanzia, e speriamo lo sia anche in difesa. Vucinic non si discute, quando ne ha voglia.
Il livello qualitativo è indubbiamente cresciuto. Ma parliamo di una squadra che negli ultimi due anni è arrivata settima. Crescere di livello potrebbe voler dire arrivare quinti.
Si, perché le lacune, anche gravi, ancora ci sono. I difensori centrali sono gli stessi dell’anno scorso. Non dico che avremmo dovuto prendere Lucio o Juan (non ce li darebbero), ma non sarebbe stato uno scandalo provare a soffiare Mexes al Milan. Ho il sospetto che Moggi ci sarebbe riuscito.
Sulla sinistra abbiamo un grosso punto di domanda. A Vucinic che fa il tornate non ci credo neanche se lo vedo. Vargas sarebbe perfetto, ha corsa, tiro, fiato, tecnica e voglia. Mi ricorda Camoranesi sulla fascia opposta. Ma non ce lo vedo Marotta con le mani nuovamente nel portafoglio, e Quagliarella non credo si possa utilizzare come pedina di scambio. Nel caso, non ci vedrei niente di scandaloso.
Insomma, la Juve non mi sembra una squadra ben assortita. E Conte, grande Capitano, non credo riuscirà a mettere in opera il tanto strombazzato 4-2-4. Francamente non ci spero neanche e mi auguro che Conte non si intestardisca nel volerlo applicare a tutti i costi. Mi accontenterei di un solido, si fa per dire, 4-3-3 con Marchisio mezzala.
Con un buon difensore centrale (non un uruguaiano trentenne abituato al campionato turco) e un esterno come si deve forse potremmo giocarcela. Altrimenti la vedo brutta… e l’anno scorso ho azzeccato il pronostico.