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John Higgs, Complotto! Caos, magia e musica house

Il cinque gennaio scorso ricevo questa email da parte di Amazon: “Ciao tommaso*, Sulla base della tua attività recente, pensiamo che questo ti possa interessare”, e a seguire il link relativo al libro Complotto! Caos, magia e musica house, di John Higgs. Non ho la più pallida idea a cosa si riferisse l’algoritmo di Amazon riguardo alla mia “attività recente”. Forse al noir di Avoledo? O al Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki? O al saggio sugli alieni di Jim Al-Khalili, che però avevo letto qualche mese prima? Misteri delle intelligenze artificiali
Ad ogni modo, incuriosito dalla copertina, da titolo e sottotitolo, e dalla sinossi riportata su Amazon, decido di finalizzare l’acquisto.
Nonostante possa definirmi uno scettico incallito, sono sempre stato attratto dai libri che trattano tematiche a carattere esoterico, specie se inerenti società segrete, psichedelia, culti apocrifi, complottismo o quant’altro. Teoremi che solitamente smonto con una certa facilità, ma che riescono comunque ad attirare la mia attenzione. Continue reading

Franz Ferdinand, Always Ascending

Sembra sia passata un po’ in sordina la pubblicazione di Always Ascending, l’ultimo album dei Franz Ferdinand.
Ora, io non seguo i canali TV musicali e non ascolto granché la radio, ma sulla musica pop mi ritengo sufficientemente informato, soprattutto grazie a internet. Pertanto, mi chiedo come mai questo album non sia stato celebrato come merita. Si tratta di un’opera ben fatta, con ottimi pezzi, ottimi arrangiamenti e che stupisce, considerato che i FF sono sulla breccia ormai da quindici anni, hanno prodotto tanti album e non hanno mai ceduto a tentazioni di omologazione… come hanno fatto i #Muse e i #Coldplay, ad esempio.
Un po’ meno Talking Heads e un po’ più Roxy Music, Always Ascending è semplicemente bellissimo.
Consigliato agli amanti della bella musica e a chi se ne intende…

Anathema, Untouchable part 2

Trovo sia una vera ingiustizia il fatto che un gruppo come gli Anathema non abbia ancora riscosso quel successo planetario che certamente merita. Probabilmente non gli viene perdonato l’essersi scelti un nome che ricorda troppo le origini doom metal, genere che tuttavia hanno definitivamente abbandonato dopo pochi album, per poi evolvere verso quei “paesaggi solari” che vengono spesso evocati quale metafora del loro sound. Un vero peccato, perché gli Anathema meriterebbero di state accanto a band ben più celebri, come i REM e Radiohead.