Il funerale, racconto completo

il funeraleHo utilizzato questo racconto come base per “Un tenue bagliore azzurro“, selezionato per lo Speciale Fantascienza n. 2 della Writers Magazine. Entrambi i racconti sono leggermente ispirati a un vecchio racconto di Ray Bradbury, di cui purtroppo non ricordo il titolo. [spoiler]Rispetto a “Un tenue bagliore azzurro”, racconto di SF classica con tutti gli ingredienti tipici del genere, questo “Il funerale” inizia come un normale racconto drammatico, e termina con un finale a sorpresa.[fine spoiler]. Lo pubblico per intero in quanto non più inedito (è già apparso in un forum e in questo stesso blog, sebbene qui l’abbia ampiamente rivisto).

Il funerale
Il corteo funebre si dipanò lungo la strada maestra. Qualche decina di vecchi coloni, curvi e malmessi, seguivano il feretro accompagnati da figli e nipoti.
Quell’anno dipartite e nuove nascite pareggiarono i conti e forse, se la buona sorte ci avesse messo del suo, entro pochi anni la popolazione avrebbe iniziato a crescere. Le provviste parevano finalmente sufficienti a sfamare gli abitanti del villaggio nei periodi di magra. Le bestie nelle fattorie e le colture sembravano aver superato le avversità degli anni precedenti, tanto che per la prima volta si riuscì immagazzinare un po’ di scorte.
Certo, alcuni di loro non avrebbero disdegnato un aiuto esterno, un sostegno da parte di coloro i quali li avevano incoraggiati ad imbarcarsi verso il Nuovo Mondo. Ma la terra d’origine gli aveva voltato le spalle, e da quel momento gli anziani stabilirono che avrebbero fatto affidamento esclusivamente sulle proprie forze. Ce la mettevano davvero tutta, ed era già un miracolo se una terza generazione era riuscita a vedere la luce tra quelle lande desolate.

Christopher era stato il primo abitante della colonia a posare piede in quella terra ricoperta da polvere e sassi, trovandovi l’acqua imprigionata nel sottosuolo. Da quel lontano giorno in cui venne celebrato come l’eroe dei due mondi erano trascorsi più di quarant’anni. Era giunto al suo capolinea.
Aveva scelto di andarsene da sveglio. Il male oscuro era arrivato ormai allo stadio terminale: una bestia feroce che ti divora dalle viscere, e che prima o poi avrebbe colto tutti gli anziani della colonia.
Gli mancava da vivere ancora qualche settimana, ma non voleva starsene li fermo ad aspettare. Gli estratti delle piante medicinali tenevano a bada il dolore, e la sua mente era lucida. Lucido e consapevole sarebbe andato incontro alla sua fine.
Si fece rinchiudere dentro un sarcofago con una piccola feritoia aperta all’altezza dei suoi occhi, protetta da un vetro spesso, e con una riserva d’aria sufficiente per affrontare il viaggio. Nella messa in scena della sua dipartita desiderava interpretare il ruolo di attore protagonista, guardare la morte in faccia, affrontare le fiamme senza paura, ritornare cenere. Voleva tornare a casa.
Imbarcarono il feretro nel vascello, e lui li vide piangere e salutarlo, in quel funerale senza fiori, senza religione e senza Dio.

La bara penetrò l’orbita terrestre pochi giorni dopo. Venne ridestato dal sonno indotto artificialmente. Vide il mare, le nuvole e la terra ferma. La temperatura salì vertiginosamente, ma non poteva sentire dolore. Mancò l’aria, le lacrime evaporarono e l’ultima cosa che vide fu la luce intensa delle fiamme. In quella discesa luminosa divenne esso stesso una fiamma ardente. Dal giorno passò alla notte, illuminandone il cielo. Poi la fiamma si spense, e come cenere venne catturato dal vento, disperso nell’aria e nel mare. Nel silenzio dell’oceano.

Il bambino vide la stella cadente attraversare il firmamento, affievolirsi e spegnersi nell’oscurità di quel cielo stellato. Espresse un desiderio. Da grande voglio diventare un astronauta e volare nello spazio, fin sulla Luna.
Lassù avrebbe trovato qualcuno ad aspettarlo.

Se sei interessato alla pubblicazione del racconto, contattami tramite questo link.

2 comments

  1. Racconto semplice e diretto con un finale niente affatto scontato. MI PIACE.
    Natalinus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *