Un tenue bagliore azzurro

writers magazine n. 34Tra i racconti che sono riuscito a farmi pubblicare, questo è a mio modo di vedere il migliore, anche se, riletto oggi, qualche passaggio proverei a scriverlo meglio.
Vagamente ispirato a un racconto di Ray Bradbury letto eoni fa, e di cui non ricordo il titolo (se non ricordo male faceva parte di una di quelle antologie curate da Isaac Asimov della serie “Tutti i racconti di fantascienza 19xx”), ne “Un tenue bagliore azzurro” ho attinto a piene mani dalla fantascienza Hard, o classica che dir si voglia, riuscendo in questo caso a utilizzare una serie di nozioni tecniche che in teoria non sarebbero alla portata dei miei studi. E anche il titolo, tutto sommato, mi sembra bello e evocativo…
Il racconto è stato selezionato per la pubblicazione nella Writers Magazine, e fa parte di una raccolta di 70 storie brevissime scaturite dal secondo contest Speciale Fantascienza.

Incipit
Un errore del pilota automatico, ne era certo.
Un parametro errato nel calcolo dell’angolo d’attacco aveva spostato il cargo negli strati superiori dell’atmosfera, invalidando la manovra di aerobrake. Il carburante non era sufficiente per consentirgli di spostare la navetta su una nuova orbita di rientro. Pensò che sulla Terra sarebbe stato tutto più facile: un semplice ricalcolo della traiettoria e l’attrito avrebbe fatto il resto. Qui invece l’atmosfera rarefatta rendeva tutto più complicato. Gli venne spontaneo farsi il segno della croce, prima di afferrare i comandi manuali.

Eve guardava il cielo attraverso la cupola. Sperò di scorgere Adam al rientro dal viaggio di rifornimento. Si accarezzò l’addome e sorrise. Era arrivata all’ottavo mese di gravidanza e presto avrebbe partorito il primo neonato della colonia. “Lo chiameremo Abel”, pensò.

Adam impostò un target alternativo rispetto a quello prefissato e attivò i motori per la deorbita…

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