Tommaso Pincio, Panorama

Dico subito che Tommaso Pincio ha scritto di meglio. Oltre al suo capolavoro, l’inarrivabile Un Amore dell’Altro Mondo, anche La Ragazza Che Non Era Lei e Cinacittà* mi sembra gli siano venuti meglio.
Tuttavia, se sono riuscito a leggere Panorama in pochissimo tempo, soffrendo di astinenza ogni volta che dovevo interrompere la lettura, non posso che ritenere anche questo romanzo l’ennesima prova riuscita dello schivo autore romano.
Mettiamola così: Pincio scrive maledettamente bene e non è mai banale. In più è impossibile non farsi piacere la sua riconoscibile e sottile ironia, caratterizzata da quell’impalpabile e altrettanto riconoscibile velo malinconico.
In Panorama, Pincio veste i comodi panni del biografo di Ottavio Tondi, lettore di professione e (ennesimo) alter ego letterario dell’autore.
Seguiremo le singolari vicende del protagonista che finirà per rinchiudersi nel social network orweliano Panorama, dove si innamorerà di Ligeia Tissot: bellissima e sfuggente ragazza o, come il nome lascerebbe intendere, parto della fantasia del protagonista?
Questa in estrema sintesi la trama del romanzo, anche se, a dirla tutta, i veri protagonisti della vicenda sono i libri, che Ottavio Tondi legge in continuazione, a casa sua o davanti alle telecamere TV, sempre allo stesso modo: in silenzio e comodamente seduto nel suo divano; da solo o in compagnia di una ragazza che, pagata per l’occasione, aggiunge emozioni decisamente carnali a quel puro esercizio intellettuale.
Chi conosce l’opera di Pincio non tarderà a scorgere in Panorama tutta una serie di vicende e personaggi già raccontati nei suoi precedenti romanzi. Le protagoniste femminili (la cui caratterizzazione, in questo Panorama, viene un po’ trascurata), le avventure erotiche, la strisciante depressione del protagonista, l’amore per l’arte e la letteratura, il tedio, l’accidia, le droghe, Roma… tutte cose già lette nei tre romanzi suddetti.
In fondo Pincio parla sempre di se, ma lo fa divinamente.

* Aggiungerei alla lista anche Hotel A Zero Stelle, che però non è un romanzo.

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